Comune di Airuno

 




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Cenni storici

(sulla base delle note di Angelo Tavola, airunese grande appassionato della storia locale)

Airuno sorge adagiato in un'ampia conca formata da depositi alluvionali, ai piedi del monte San Genesio, lambito dal fiume Adda. Le carte tacciono sull'esatta epoca dei primi insediamenti, ma rifacendosi anche all'etimologia del nome, è da ritenere che la conca di Airuno fosse già abitata ai tempi dei Galli e dei Celti. Più concreta invece l'ipotesi dell'esistenza di un luogo permanentemente abitato in epoca Romana. Ad avvalorarla è una stele funebre, di forma lanceolata, e con iscrizioni latine risalenti al periodo tardo romano, rinvenuta alcuni anni fa, durante lavori di scavo, lungo l'attuale via Postale Vecchia.

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Immagine: Stele funebre romanica rinvenuta in un terreno di Airuno e ora custodita presso il Palazzo Municipale

Sull'origine del nome Airuno si formulano diverse ipotesi equamente divise tra etimologia e leggenda. Una di queste vuole che discenda da "airone", uccello che un tempo viveva nelle paludi lungo il corso del fiume Adda. Secondo l'etimologia, della parola, invece, il nome Airuno deriva dal suffisso "uno" della voce gallica "Ebunus" che significa "tasso," animale selvatico che popolava i campi e i boschi della zona.

Il nome Airuno appare per la prima volta in una citazione nell'anno 493 d.c., quando il Vescovo di Milano Teodoro fu autorizzato dal Papa Agelasio I a riscuotere le decime sulle terre di molte località della Diocesi, fra cui Airuno.

In seguito il nome di Airuno è citato in una pergamena - testamento, scritta nel Maggio del 960 da un nobile di origine longobarda di nome Alcherio, abitante nella Rocca di Airuno; questa, che fu una torre di vigilanza all'epoca dei Romani, alla venuta dei Longobardi fu trasformata in un castello fortificato.

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Immagine: Una vecchia immagine del Santuario della Rocchetta"

Da questo momento la storia di Airuno si lega indissolubilmente a quella della Rocca; i discendenti di Alcherio, Tedaldo e Ariprando furono nominati da Landolfo da Carcano, Arcivescovo di Milano, Capitanei della Pieve di Vimercate e sono da ritenere gli antenati della illustre e potente famiglia dei Vimercati, come si riscontra in documenti del 960, del 1021 e del 1095. Questa famiglia fu protagonista assoluta delle vicende del nostro paese sino a tutto il 1700.

Dal XII al XV secolo Airuno fece parte del Ducato di Milano, sotto i Visconti prima e gli Sforza poi. In una pergamena del Marzo 1373 si riporta che Barnabò Visconti abbia concesso agli airunesi, di fede ghibellina, l'esenzione da ogni tributo in segno di riconoscimento per la fedeltà al suo casato durante le lotte tra Guelfi e Ghibellini. Nel 1450 Francesco Sforza, dalla Rocca di Airuno, respinse un attacco dei Veneziani ricacciandoli oltre il confine segnato dal fiume Adda.

Durante la dominazione spagnola, nel 1652 Airuno si sottrasse all'infeudazione pagando un riscatto di 990 Lire Imperiali; per tale operazione gli Airunesi furono aiutati dal nobile Francesco Bernardino Vimercati, giureconsulto, il quale anticipò buona parte della somma del riscatto. Alla dominazione spagnola subentrò quella austriaca ed è durante questo governo che nel 1721 fu istituito il catasto con la misurazione e la mappatura del territorio di Airuno (Catasto Teresiano).

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Immagine: Le prime mappe catastali del territorio airunesi risalgono all'inizio del 1700

In base al compartimento territoriale della Lombardia austriaca il comune di Airuno venne inserito nel Distretto IX di Brivio, Provincia di Milano. È in questo periodo che prende nuova forma l'aspetto amministrativo del territorio, retto da un Sindaco eletto in pubblica piazza.

Durante il periodo napoleonico Airuno fece parte della Repubblica Cisalpina; risulta che due Airunesi, appartenenti alla notabile famiglia dei Magno, parteciparono volontari alla campagna di Russia e non fecero ritorno.

Con l'instaurazione del Regno Lombardo-Veneto, in base alla compartimentazione del territorio del 1816, il Comune di Airuno fu inserito nel Distretto XXIV di Brivio, Provincia di Como.

Alle "Cinque Giornate di Milano", nel 1848, parteciparono alcuni volontari airunesi; nel 1859 dopo la seconda Guerra d'Indipendenza anche Airuno si mobilitò con l'istituzione di un corpo militare, composto dagli stessi abitanti, al fine di difendere l'indipendenza conquistata. In seguito Airuno segue le vicende dell'Italia unita.

L'economia di Airuno è sempre stata prevalentemente legata all'agricoltura; la parte pianeggiante era coltivata a segale, grano e foraggio per il bestiame, mentre la parte alta - terrazzata a ronco - era vocata alla vite, agli ortaggi e alle piante da frutta.

All'inizio del 1800 venne incrementata la coltura del gelso, indispensabile per l'allevamento del baco da seta; verso il 1850, con la costruzione di una filanda, prese il via l'attività serica che proseguì fino alla metà del 1900, per lasciare poi progressivo spazio all'industria prevalentemente di tipo metalmeccanico-artigianale. A mezza costa, fra l'abitato di Airuno e la cima del Monte San Genesio a 480 m. s.l.m., si trova la frazione di Aizurro che fu comune autonomo fino al 1927.

Fra i luoghi di d'interesse storico di Airuno vi è da annoverare la Chiesa Parrocchiale dedicata ai S.S. Cosma e Damiano d'antica memoria, subì una radicale trasformazione nel 1778 su progetto dell'Arch. Giacomo Antonietti di Monza; restaurata tra il 1878 e il 1894 venne ampliata nel 1932 su progetto dell'Arch. Giovanni Barboglio di Bergamo.

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Immagine: La Chiesa Parrocchiale è dedicata ai Santi Cosma e Damiano

All'interno si presenta a forma di croce con due cappelle laterali; sulle pareti si ammirano dipinti del pittore Giuseppe Paganelli. La cupola sopra l'altare maggiore e i due grandi quadri laterali sono invece opera del pittore Giuseppe Carsana di Bergamo, mentre la cupola centrale, che rappresenta la Decapitazione dei Patroni, è stata dipinta dal pittore Rancilio.

L'altare e l'ambone di marmo bianco, con i bassorilievi che raffigurano la Cena di Emmaus e il Buon Pastore, sono stati realizzati su progetto dell'Arch. Carlo Comana mentre i bassorilievi sono dello scultore e pittore contemporaneo Alessandro Nastasio. La Chiesa è stata dotata di un organo costruito dalla ditta Binaga e Tradati di Milano nel 1721 e le cinque campane sulla torre campanaria furono fuse dalla ditta Felice Bizzozero con progetto dell'Arch. Giacomo Tovaglia nel 1852.

Il Santuario della Rocchetta domina Airuno dal colmo di una collina di pietra calcare posta a nord, a 366 m. di altezza, con una splendida visuale sul paesaggio che la circonda. Sorge sulle fondamenta di un antico castello di cui si hanno notizie sin dal 960, mentre la presenza di una chiesa dedicata alla Madonna risale al 1558.

L'edificio all'interno è un'ampia cappella con volta a crociera; l'altare, con paliotto datato 16 Agosto 1709, poggia contro la parete sulla quale è rappresentata una Pietà di autore ignoto, presumibilmente un pittore sforzesco del decennio 1490-1500 e oggetto di devozione popolare.

Sulla parete a nord si possono ammirare due grandi tele d'autori ignoti: la prima, datata 1607, rappresenta S. Giovanni di Campostela, mentre la seconda ritrae il ritrovamento della Croce da parte dall'Imperatrice Elena. Sopra la porta d'ingresso si trova la cantoria di legno, con un antico organo a 12 registri che funziona con mantice a mano, donato al Santuario dalla famiglia Barbarossa di Monza nel 1862. Sul lato sinistro della chiesa vi è una loggetta rettangolare da cui si domina il corso dell'Adda, con archi sostenuti da colonne seicentesche, mentre verso sud una porta introduce in un antico cortiletto, su cui spicca un grazioso pozzo datato 1729.

Al Santuario della Rocca si accede da una agevole strada, recentemente acciottolata lastricata, che parte dal retro della Chiesa Parrocchiale; a circa metà percorso, appena dopo la località Cerè, si trova la prima di sette cappelle di origine settecentesche, con affreschi che raffigurano i misteri della passione.

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Immagine: Il Santuario della Rocchetta come appare oggi

La Chiesetta di San Giovanni Battista si trova nel vecchio nucleo del paese e fu edificata nel 1658 per volontà di Francesco Bernardino Vimercati per farne la cappella di famiglia. All'interno si trova una grande tela che fa da pala d'altare, contornata da una cornice di marmo, su cui è rappresentata la Madonna col Bambino con ai piedi San Giovanni Battista, San Lorenzo e un Padre Domenicano, attribuito a un pittore lombardo ignoto del primo ‘600.

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Immagine: La Chiesa di San Giovanni

La Chiesetta di Aizurro sovrasta il piccolo abitato ed è dedicata a San Macario, Vescovo di Gerusalemme; non si hanno notizie certe sulla sua origine ma si sa di sicuro che esisteva nel 1500. La chiesa è di forma rettangolare, a tre navate, con una piccola cupola. La porta da cui si accede è sovrastata da un portichetto, sostenuto da due colonne, sormontato da un frontone triangolare. La facciata riporta dipinta la figura di San Macario con ai lati due angeli genuflessi. All'interno si trovano un piccolo battistero e due cappelle, una dedicata a San Giuseppe e l'altra alla Beata Vergine Assunta.

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Immagine: La Chiesa di San Macario di Aizurro come appare oggi

Il Palazzo Municipale

Fino al 1815 Airuno e Aizurro fanno parte del Comune Generale di Brivio (Distretto 24 della Provincia di Como); dal 1816 - anno in cui inizia la raccolta dei documenti presso l'Archivio Comunale - Airuno e Aizurro diventano Comune a sé stante. Venne eletto primo Sindaco Francesco Magno e il fratello Paolo, Deputato Amministrativo (l'attuale Responsabile del Bilancio).

I Registri di Stato Civile iniziarono dal 1866 dopo la formazione del Regno d'Italia mentre in precedenza nascite, morti e matrimoni venivano registrati in Parrocchia.

Sede originaria del Municipio fu "la piazzetta" nell'edificio posto appena oltre l'angolo formato da via dei Nobili e via San Francesco; alla fine del 1800 il Municipio si trasferì al primo piano dell'attuale Scuola Media. Nel 1935 fu costruita la "Casa del Fascio" che alla Liberazione - nell'aprile del 1945 - fu occupata dai Partigiani e nel 1946 divenne, finalmente, Municipio della Repubblica Italiana.

Nel 1995 il Municipio è stato oggetto di una prima ristrutturazione interna, completata nel 2003 con il trasferimento al piano terra degli uffici sia dei Servizi Demografici e sia dell'Area Vigilanza che hanno preso posto, rispettivamente, dell'ambulatorio medico e degli uffici postali.

Dal 1816 a oggi ad Airuno si sono succeduti 15 Sindaci e - nel ventennio fascista - 5 Podestà:

  • 1816-1849; Francesco Magno
  • 1850-1861; Giacomo Pizzagalli
  • 1861-1883; Fortunato Panzeri
  • 1884-1888; Luigi Gerosa
  • 1888-1890; Antonio Pizzagalli
  • 1890-1903; Vittorio Pizzagalli Magno
  • 1903-1908; Francesco Longoni
  • 1908-1922; Quirino Fenaroli
  • 1922-1927; Alessandro Pizzagalli Magno
  • 1927-1929; Enrico Comotti (Podestà)
  • 1929-1933; Luigi Mussi (Podestà)
  • 1933-1935; Vasco Guardenti (Podestà)
  • 1935-1941; Luigi Brambilla (Podestà)
  • 1941-1945; Romolo Pirovano (Podestà)
  • 1945-1946; Silla Goretti
  • 1946-1956; Alessandro Rotasperti
  • 1956-1970; Cav. Alessandro Sella
  • 1970-1995; Dr. Alfredo Sala
  • 1995-2004; Dr. Marco Fiala
  • 2004-2009; Moreno Fabbroni
  • 2009- ; Adele Carla Gatti

Stemma e Gonfalone

Lo stemma del Comune di Airuno viene riconosciuto con il Decreto Presidente della Repubblica del 27/12/1991, attualmente conservato nell'ufficio del Sindaco.

La descrizione ufficialmente ravvisata per lo stemma è la seguente. Troncato: nel primo, di azzurro, all'airone d'argento, allumato di rosso, sostenuto dalla pianura diminuita, d'oro; nel secondo, di azzurro, al castello d'oro, murato di nero, merlato alla ghibellina, formato da due torri, merlate di tre, finestrate di due in palo, di nero, riunite dalla cortina di muro, chiuso di nero, priva di merli, sostenente centralmente la terza torre, più alta e più larga delle laterali, merlata di quattro, finestrata di due in fascia, di nero; esso castello fondato sulla pianura diminuita, di verde. Ornamenti esteriori da Comune.

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Immagine: Lo stemma del Comune di Airuno

Lo stemma intesta ogni atto ufficiale del Comune (Deliberazioni, Determinazioni, Ordinanze, Regolamenti, ecc.) e viene trasmesso su tutte le lettere e le comunicazioni formali in uscita dall'Ente.

Il gonfalone riporta fedelmente lo stemma e viene utilizzato in rappresentanza del Comune di Airuno esclusivamente durante le cerimonie ufficiali, accompagnando il Sindaco vestito con la fascia tricolore, simbolo della bandiera della Repubblica Italiana.
Il Sindaco indossa la fascia, sulla quale è pure rappresentato lo stemma comunale, in ogni circostanza o occasione nella quale è formalmente chiamato (ovvero ne ravvisi l'opportunità) a rappresentare il Comune in forma solenne e ufficiale.
Attualmente, il gonfalone risiede presso la Sala del Consiglio mentre la fascia è custodita nell'ufficio del Sindaco.

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Immagine: Il gonfalone del Comune di Airuno e la fascia tricolore




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